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In vista della prossima legge di Bilancio, il pacchetto fiscale si concentra su alcune misure considerate prioritarie dal Governo, ma ancora condizionate dalla disponibilità delle necessarie risorse finanziarie e dalla definizione delle scelte all'interno della maggioranza.
Il primo intervento riguarda l'Irpef e il cosiddetto ceto medio. L'ipotesi è quella di estendere l'aliquota del 33% anche alla fascia di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, completando il percorso di riduzione dell'imposta avviato nei precedenti interventi. Secondo le prime stime tecniche richiamate nell'articolo, l'operazione avrebbe un costo di circa 2,7 miliardi di euro. Resta tuttavia da verificare se, analogamente a quanto già previsto per i redditi più elevati, saranno introdotti meccanismi di sterilizzazione del beneficio per determinate fasce di reddito.
Una seconda direttrice riguarda il sostegno ai giovani e all'occupazione. Si prospetta l'introduzione di una forma di flat tax sui redditi percepiti dai giovani, le cui caratteristiche dovranno essere ancora definite. L'obiettivo non sarebbe esclusivamente quello di aumentare il reddito disponibile dei lavoratori più giovani, ma anche quello di accompagnare la misura con incentivi per le imprese che effettuino nuove assunzioni. Si tratterebbe, quindi, di un intervento articolato su due fronti: agevolare fiscalmente il lavoratore e, contemporaneamente, rendere più conveniente per le imprese l'inserimento di nuova forza lavoro. Anche in questo caso, età dei beneficiari, modalità applicative e durata dell'agevolazione sono ancora da definire.
Particolare interesse riveste poi la possibile reintroduzione della cedolare secca sulle locazioni commerciali. Il riferimento è alla misura introdotta, in via sperimentale e limitata, nel 2019, quando la tassazione sostitutiva del 21% era stata prevista per i contratti relativi a immobili commerciali classificati C/1, con superficie non superiore a 600 metri quadrati, posseduti da persone fisiche e limitatamente ai contratti stipulati in quell'anno.
Accanto agli interventi destinati a entrare eventualmente nella manovra, il governo indica altresì la semplificazione fiscale come ulteriore priorità. In particolare, prosegue il percorso verso il nuovo Codice tributario, atteso in Consiglio dei ministri entro ottobre, mentre gli otto Testi unici fiscali sono destinati a entrare in vigore dal 1° gennaio 2027. L'obiettivo dichiarato è razionalizzare e coordinare la normativa tributaria, anche attraverso strumenti informatici che consentano di collegare la vecchia disciplina ai nuovi riferimenti normativi.
Il quadro che emerge è, dunque, quello di un possibile pacchetto fiscale articolato su riduzione della pressione Irpef, sostegno all'occupazione giovanile, agevolazione delle locazioni commerciali e semplificazione normativa. Si tratta, allo stato delle informazioni riportate, di interventi ancora in fase di definizione, la cui concreta attuazione dipenderà soprattutto dalla quantificazione delle risorse disponibili e dalle successive scelte politiche e normative.
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