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Rottamazione quinquies: fine dei giochi?

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La rottamazione quinquies ha registrato la prima fondamentale scadenza del 30 aprile 2026, con la chiusura del canale telematico per presentare domanda di adesione; residualmente, solo per i danneggiati dall'emergenza maltempo nelle regioni Calabria, Sicilia e Sardegna, l'adesione potrà avvenire entro il mese di luglio. L'appuntamento di giovedì scorso ha rappresentato la data ultima per manifestare la volontà di sanare i debiti accumulati nel periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 senza l'applicazione di sanzioni e interessi.

Adesso, è utile ricordare, che dopo l'appuntamento per fare domanda, la seconda data da monitorare è quella del 30 giugno 2026. L'Agenzia delle Entrate Riscossione sarà chiamata a trasmettere la Comunicazione delle somme dovute, con il piano rateale e il totale del debito depurato di sanzioni, interessi e somme aggiuntive. Poi si passerà al 31 luglio, giorno in cui chi ha aderito dovrà versare la prima o unica rata dovuta per l'avvio effettivo della rottamazione quinquies.

In effetti, gli ultimi giorni a disposizione sono stati accompagnati dall'attesa di una possibile proroga della scadenza, anche alla luce dei lavori in corso per la conversione in legge del Decreto Legge n. 38/2026; un'attesa vana nonostante i primi numeri emersi in relazione alle domande trasmesse e i rumors della stampa specializzata.

Superata la scadenza per l'invio delle domande di accesso sarà possibile stilare un primo bilancio dell'impatto della misura. Stando ai primi dati a disposizione, a 10 giorni dal termine ultimo si contavano in totale 1 milione di richieste d'accesso, a fronte di una platea potenziale di 7,5 milioni di contribuenti. Sebbene sia presto per parlare di un flop, quel che appare evidente è che i paletti all'ingresso hanno avuto un peso importante sul successo dell'operazione.

Nata come opportunità per tutti di rateizzare i debiti tributari e non in un lungo periodo temporale, la versione inserita nella Legge di Bilancio 2026 limita la platea ai carichi contenenti debiti derivanti da controlli sulle dichiarazioni regolarmente trasmesse e sui contributi INPS, con l'esclusione generalizzata delle somme emerse a seguito di accertamento. La rottamazione circoscritta ai meritevoli che hanno dichiarato, ma non versato regolarmente le imposte dovute, si è quindi trasformata da sanatoria finale di ampio respiro a strumento circoscritto per recuperare una quota pari a 9 miliardi di euro, importo "micro" se si considera che per la rottamazione quater l'incasso stimato era pari a 53 miliardi.

Al momento dunque nessuna proroga per fare domanda, ma rimane sempre possibile, se non probabile, una "fase due" della rottamazione quinquies: ai punti fermi si affiancano le ipotesi, e nel work in progress delle norme tributarie non sono mancate idee, richieste e notizie anche sul fronte della scadenza per l'adesione. In concomitanza con l'iter del Decreto Legge n. 38/2026, in discussione in Commissione Finanze e Tesoro del Senato, è stata da più fronti avanzata la proposta di una proroga del termine per fare domanda, unitamente ad alcuni correttivi in versamento delle rate dovute.

Non si esclude dunque che si vada verso una fase 2 della rottamazione quinquies, in relazione però alle sole tasse locali. Un emendamento al D.L. Fiscale 38/2026, prevede che per i crediti affidati all'Agenzia delle Entrate Riscossione gli enti territoriali possano comunicare la volontà di adesione alla definizione agevolata entro il 31 luglio. Un termine intermedio per poter attivare la pace fiscale per tributi come l'IMU o la TARI la cui riscossione è stata delegata all'Agenzia, fermo restando che spetterebbe poi ai singoli Enti stabilire i tempi specifici per l'accesso da parte del contribuente.

Si tratta di una proposta in discussione, che potrebbe estendere il perimetro della definizione agevolata locale senza però modificare le regole messe ad oggi nero su bianco per i carichi relativi a debiti tributari e contributi INPS inclusi nella rottamazione quinquies.

Meditate contribuenti, meditate.

 

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