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Fisco, allora dove eravamo rimasti? La fotografia al rientro dalle ferie

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Le ferie possono sospendere per qualche settimana l'attività di studi professionali, imprese e contribuenti, ma non sospendono il calendario fiscale. E così, al rientro, la domanda è quasi inevitabile: dove eravamo rimasti?

Il 2026 ha già consegnato al sistema tributario alcune novità di peso, mentre altre partite sono ancora in corso. Il filo conduttore sembra essere quello di una fiscalità sempre più orientata alla selettività del prelievo, alla compliance e alla gestione digitale degli adempimenti, ma anche caratterizzata da una stratificazione normativa che continua a rendere tutt'altro che semplice la lettura d'insieme.

Il primo punto da cui ripartire è l'IRPEF. Dal 1° gennaio 2026 la seconda aliquota è scesa dal 35% al 33% per lo scaglione compreso tra 28.000 e 50.000 euro. Restano quindi tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.000 e 50.000 e 43% oltre i 50.000 euro. Una misura strutturale, che consolida il percorso di revisione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche avviato negli anni precedenti. Il beneficio massimo derivante dalla riduzione dell'aliquota è pari a 440 euro annui. Per i redditi complessivi superiori a 200.000 euro, tuttavia, la legge ha previsto un meccanismo di riduzione di alcune detrazioni, proprio per sterilizzare l'effetto del taglio sui redditi più elevati.

Ma il 2026 non è soltanto IRPEF. La Legge di bilancio n. 199/2025, entrata in vigore il 1° gennaio, ha introdotto un pacchetto articolato di interventi che interessano lavoro, imprese, famiglie e fiscalità immobiliare. Tra questi, assume rilievo la tassazione agevolata al 5% di determinate somme derivanti da rinnovi contrattuali per i lavoratori dipendenti del settore privato, in presenza dei requisiti previsti dalla norma. L'obiettivo dichiarato è sostenere il recupero del potere d'acquisto e favorire la crescita delle retribuzioni

Sul versante della riscossione, il rientro dalle ferie coincide invece con una fase decisiva della Rottamazione-quinquies. La nuova definizione agevolata, introdotta dalla legge di bilancio, ha riguardato determinati carichi affidati all'agente della riscossione tra il 2000 e il 2023 e ha consentito, al ricorrere delle condizioni previste, di definire il debito senza sanzioni, interessi di mora e aggio. La fase delle adesioni si è chiusa il 30 aprile 2026; ora l'attenzione si sposta sull'esecuzione dei piani e sulle relative scadenze. Per chi ha optato per il pagamento rateale sono previste fino a 54 rate bimestrali, con interessi del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026.

E proprio agosto, tradizionalmente mese di pausa, rappresenta quest'anno un passaggio tutt'altro che marginale. Il calendario dell'Agenzia delle Entrate ha concentrato il 20 agosto numerosi versamenti, tra cui quelli relativi ai saldi e agli acconti delle imposte sui redditi per i soggetti interessati dagli ISA, oltre a una lunga serie di adempimenti periodici.

Il tema della compliance resta uno degli assi portanti della riforma fiscale. L'obiettivo non è soltanto recuperare gettito, ma trasformare progressivamente il rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente, rafforzando gli strumenti di dialogo preventivo, l'adempimento collaborativo e l'utilizzo delle informazioni disponibili. È una traiettoria che porta con sé una conseguenza evidente: per imprese e professionisti diventa sempre più importante non limitarsi alla gestione dell'adempimento, ma presidiare preventivamente il rischio fiscale. A proposito, il 30 settembre scade l'eventuale adesione al concordato preventivo biennale per le annualità 2026-2027.

Sul tavolo resta infine la riforma complessiva del sistema tributario. La riduzione dell'IRPEF è un tassello di un progetto più ampio che comprende la revisione delle imposte sui redditi, la razionalizzazione delle tax expenditures, la fiscalità d'impresa, l'IVA, i tributi indiretti, la riscossione e il sistema sanzionatorio. La delega fiscale indica ancora una direzione precisa: un sistema più semplice e razionale, con maggiore certezza nei rapporti tra Fisco e contribuente.

Insomma, al rientro dalle ferie non si riparte da zero. Il 2026 ha già prodotto interventi significativi e, soprattutto, ha spostato alcune novità dalla fase della progettazione a quella dell'applicazione concreta. La vera sfida dei prossimi mesi sarà capire se la semplificazione promessa dalla riforma riuscirà a tradursi in una reale riduzione della complessità per chi il sistema tributario deve applicarlo ogni giorno: contribuenti, imprese e, soprattutto, professionisti.

Perché nel fisco italiano il problema, spesso, non è soltanto sapere quanto si deve pagare; è sapere, con sufficiente anticipo, perché, quando e secondo quale regola.

Meditate contribuenti, meditate.

 

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