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Prosegue la battaglia del Comitato degli Avvocati contro Cassa Forense

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 Abbiamo seguito da mesi, pubblicando sul nostro quotidiano diversi contributi e riflessioni, le battaglie giudiziarie e non solo, portate avanti dal Comitato degli Avvocati presieduto dall'avv. Daniela Nazzaro del Foro di Roma (clicca sul link per leggere l'articolo sull'esito del ricorso https://www.retidigiustizia.it/leggi-e-diritto?view=entry&layout=preview&uid=17784.46390 ).

Si ricorderà che oltre 20 avvocati ( Sandro Carcione, Giuseppe Pilon, Pierpaolo Saracino, Andrea Bottazzin, Vincenzo Palumbo, Donatella Streppone, Francesca Ruggeri, Luigi Massimiliano Aquaro, Patrizia Avolio, Angela Passarello, Francesco Andriola, Argia Di Donato, Alfonso Emiliano Buonaiuto, Milena Losacco), appartenenti a svariati Ordini di ogni parte d'Italia, avevano fatto ricorso al Tribunale di Roma per la tutela dei loro diritti soggettivi di iscritti alla Cassa Forense contestando la decisone dell'Ente Previdenziale per avere utilizzato in maniera arbitraria ed illegittima la proroga della carica in capo al Presidente nonostante fosse già scaduto il mandato.

La proroga dei poteri in capo al Presidente, secondo il Comitato degli Avvocati e dei ricorrenti, non sarebbe stata conforme allo Statuto e pertanto si rivolgevano al giudice per far valere il loro interesse al ripristino della legalità e conformità alle norme statutarie della composizione ed azione dell'organo gestorio, al fine di evitare la cristallizzazione di posizioni di potere, nonché pregiudizi ai diritti soggettivi degli iscritti (di elettorato, ma anche assistenziali e previdenziali ex art 38 Cost, richiamato dall'art. 2 Statuto CF).

 Il ricorso cautelare non è stato ritenuto meritevole di accoglimento da parte del Giudice che ha dichiarato legittima la proroga della carica del Presidente per garantire all'Ente la continuità della gestione ed evitare così un vuoto amministrativo. Il Giudice del giudizio cautelare ha chiarito però che nel periodo della prorogatio (aprile 2020- aprile 2021 mese in cui si dovrebbero svolgere le elezioni per il rinnovo della carica), il Presidente attuale dovrà attenersi ad assumere solo ed esclusivamente decisioni attinenti all'ordinaria amministrazione e agli affari che rivestono il carattere di urgenza.

Gli agguerriti colleghi non condividendo la decisone del giudice hanno così proposto reclamo cautelare che il Tribunale ha deciso in questi giorni confermando la decisione di rigetto del ricorso proposto dagli avvocati ricorrenti in quanto ha ritenuto fondata la eccezione di difetto di giurisdizione proposta da Cassa Forense. Il giudice del reclamo ha considerato l'Ente previdenziale appartenete alla categoria degli enti sottoposti alla vigilanza dell'autorità governativa e al controllo sull'osservanza delle norme statutarie, in quanto avente natura di Fondazione.

Il Comitato degli Avvocati ed il suo Presidente Daniela Nazzaro, non ci stanno e così, come annunciato nel loro comunicato stampa, continueranno il giudizio nella fase di merito per chiarire definitivamente la natura opaca delle Casse.

 Secondo il comunicato stampa diramato, il Collegio che ha deciso il reclamo                  " ha ritenuto applicabile l'art 25 cc (nonostante sussista un organo interno di controllo e una procedura speciale ex dlgs 509 94), ma che, secondo la magistratura superiore, sono Enti di natura pubblica, i cui vertici hanno responsabilità pubbliche, anche erariali (CDS2441/2020, SSUU 7645/2020, Cass. Penale 34979/2020). E, soprattutto, per affermare i diritti soggettivi degli iscritti e la tutela giurisdizionale (come statuito anche dal primo giudice). Nel frattempo, seguendo il suggerimento del Tribunale di Roma, continueremo anche la via "governativa", avendo aperto una serie di interlocuzioni con la Vigilanza e la Bicamerale di controllo degli enti previdenziali, a partire dalla istanza di Commissariamento di CF del 26.03.20."

A prescindere dell'esito che avrà la vicenda giudiziaria sollevata dagli avvocati, una cosa certa è che oggettivamente grazie alle iniziative, per certi versi coraggiose, potate avanti da numerosi avvocati aderenti al Comitato, i limiti della gestione del sistema previdenziale degli avvocati, dei propri asset finanziari e patrimoniali ario, è diventato patrimonio di conoscenza di tutti gli avvocati d'Italia e anche gli stessi organi di governativi ed istituzionali di vigilanza, recependo i vari input si sono dati una mossa promuovendo diverse audizioni e constatando che occorre metter mano sulla nota vicenda, con l'indicazione nella loro agenda dell'adozione di urgenti decisioni.

Non finisce qui !

 

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