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Pamela, la richiesta della Procura: "Ergastolo e isolamento per Oseghale", il plauso dei familiari

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Omicidio Pamela Mastropietro, al processo  che si sta celebrando in Corte d'Assise d'appello, il procuratore Giovanni Giorgio al termine della propria requisitoria ha chiesto l'ergastolo,  con le aggravanti per la brutale aggressione al cadavere della ragazza, per Innocent Oseghale, il cittadino nigeriano, accusato di averla brutalmente uccisa e poi fatta a pezzi. Dunque, oltre all'ergastolo, un isolamento diurno di 18 mesi e un aggravamento della pena di ulteriori 9 anni e tre mesi. Soddisfazione è stata espressa per la richiesta del procuratore dai Familiari della vittima, ed in particolare dall'avvocato, e zio di Pamela, Marco Verni.

Il sostituto procuratore, Stefania Ciccioli, nel proprio intervento, ha confermato le circostanze immediatamente precedenti l'omicidio. Pamela è stata uccisa «perché voleva fuggire» ed ha ha subito violenza sessuale: da incosciente in quanto «sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, non ha potuto esprimere un valido consenso». E ancora: «Il lavaggio del corpo con estrema accuratezza con la candeggina e l'asportazione dei genitali sono univoco segno di interesse a cancellare tracce di rapporti sessuali».

Poi, le cause della morte: «La vittima, quando ancora era in vita è stata attinta alla base del torace a destra da almeno due colpi di arma da punta e taglio».

 

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