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Volodymyr Zelensky al Parlamento: "Immaginate Genova in fiamme"

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 "L'invasione russa sta distruggendo le famiglie, la guerra continua a devastare città ucraine, alcune sono completamente distrutte come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti, è come Genova, immaginate Genova completamente bruciata. 117 bambini uccisi è il prezzo della guerra e non è il numero finale".

Il discorso al Parlamento di Volodymyr Zelensky è stato di enorme intensità. Quelli che polemizzano su di lui e il suo mestiere passato - sapendo di poter a sera rientrare a casa e di trovarne una - dovrebbero prima chiedersi: cosa farei io se a esser invaso fosse il mio paese, a esser bombardata la mia città, a essere uccisi o deportati i miei figli? Mi arrenderei, consegnerei tutto al più forte? Cosa mi aspetterei dalla Comunità internazionale per la pace? Semplici domande, per poi fare ciò che la mente e il cuore suggeriscono. Vale per la guerra in Ucraina, e per ogni altra guerra. Come se sotto quelle bombe, ci fossimo tutti noi.

 Io so ciò che avrei fatto al suo posto, e quanto mi sarebbe costato. All'atto dell'invasione, avrei chiamato i Capi di Stato, americani ed europei e avrei detto loro: "Impossibile vincere una guerra con i russi, ditemi cosa fare, decidiamolo insieme, e se non me lo direte, da domani mi dimetterò con l'intero Governo, che si prendano il paese, e domani la Polonia, la Georgia, gli altri. Direi ancora: non mandatemi armi, perchè non posso esporre il mio popolo nè possiamo morire tutti per equilibri mondiali che avete deciso solo voi. Ritenete che si debba resistere militarmente? Venite anche voi a combattere, oppure cerchiamo insieme la pace. Questo avrei fatto, solo per amore del popolo. Detto questo, di fronte al silenzio di quei Governi, mai condannerò uno che insieme al suo popolo resiste come può. Anche perchè, diciamolo, uno Stato sovrano può decidere ciò che vuole, non deve rendere conto a nessuno. Si chiama libertà. Che anche noi italiani ci siamo guadagnati, fieramente.

 Cerchiamola allora insieme, questa pace. La cerchino quelli che contano e hanno sempre fatto ciò che hanno voluto nel mondo. Le considerazioni del tipo, che ci posso fare, problemi loro, se lo sono meritati, l'importante che la guerra stia lontana da me, è da ignoranti, e di fronte a loro il presidente dell'Ucraina è un Gigante.

 

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