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Grazie, don Matteo

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 Lui è Mario Girotti, ma tutti lo hanno sempre chiamato Terence Hill, fin dai film recitati al fianco di Bud Spencer, con cui ha ricevuto un David di Donatello. Ha iniziato da bambino, in modo quasi casuale: a 11 anni, alla fine del 1950, un'amica contatta sua madre informandola di aver letto un annuncio su un giornale. Cercano piccoli attori, le dice. C'è il piccolo Mario, le risponde lei. Da lì a poco, quel bambino si ritrova sul set, nientedimeno che con Dino Risi in Vacanze con gangster: insieme ad altri ragazzini, aiuta un bandito a evadere dalla prigione, per poi trovarsi nei guai.

 Da pugni e pistole ad una sacrestia, da chi è eternamente inguaiato a chi i guai degli altri li risolve in prima persona, con molto intuito, un gran sorriso e una benedizione, che non guasta mai. In fondo la sintesi di una carriera che ha conosciuto popolarità con l'interpretazione del personaggio protagonista della longeva serie televisiva Don Matteo.

Terence, dopo 22 anni, 13 stagioni e 259 episodi, ha lasciato "Don Matteo": ieri l'ultima puntata. Si dice che la RAI abbia detto di no, un errore imperdonabile, nulla sarà più come prima. "Don Matteo" - ha detto lui - "sarà sempre nel mio cuore. Mi mancherà molto la troupe: col tempo quelle persone che si sono sempre prese cura di me sono diventate come una famiglia. Abbiamo vissuto anni di grande amicizia: il dolore più grande è stato lasciare loro, ma tutte le cose hanno un inizio e hanno una fine, ed è giusto così."

 Terence Hill e Lory Zwicklbauer, da lui sposata 55 anni fa, potrete però trovarli a Gubbio dove hanno deciso di vivere dopo 30 anni trascorsi in America. Chissà se indosserà per abitudine una tonaca nera, difficilmente rinuncerà alla sua bicicletta.

Grazie e buona vita, don Matteo.

 

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