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Cassa Forense, il Tribunale limita i poteri del presidente alla ordinaria amministrazione e i ricorrenti annunciano nuove iniziative

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 Con la decisione pubblicata ieri 24 agosto, la Sezione Feriale del Tribunale di Roma, presieduta dal Giudice Maria Luparelli, ha rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. R.G. 37721, promosso dai 22 avvocati che chiedevano la sospensione dalla carica dell'attuale presidente di Cassa Forense avv. Luciano per violazione della norma statutaria che stabilisce in quattro anni il termine massimo della durata della carica.

Il Giudice dopo aver rigettato le eccezioni proposte dalla resistente Cassa Forense sul difetto di giurisdizione ha precisato che con riferimento alla doglianza dei ricorrenti sulla delibera adottata da Cassa Forense che ha di fatto prolungato oltre i quattro anni la durata della carica dell'attuale presidente, la stessa non può essere oggetto di sindacato giurisdizionale in quanto materia devoluta al controllo amministrativo dell'autorità di vigilanza sulle fondazioni ex art 25 c.c.

Il giudice col suo provvedimento ha motivato il rigetto del ricorso richiamando l'istituto della prorogatio nel cui ambito deve essere inquadrato il prolungamento della carica del presidente attuale di Cassa Forense.

Al fine di assicurare la continuità della gestione ed evitare così un vuoto amministrativo il giudice ha considerato legittimo il perdurare della carica in capo all'attuale presidente di Cassa Forense. Per tutto questo periodo ulteriore e fino all'insediamento del nuovo Presidente che avverrà con le prossime elezioni fissate nell'aprile del 2021, il Presidente attuale però dovrà attenersi ad assumere solo ed esclusivamente decisioni attinenti all'ordinaria amministrazione e agli affari che rivestono il carattere di urgenza. Nulla altro quindi il Presidente Luciano potrà fare e decidere. 

 Certo con questa decisione il ricorso presentato dagli agguerriti avvocati è stato rigettato ma di contro il Presidente Luciano ne esce depotenziato.

Il giudice non solo ha chiarito che statutariamente nessuna proroga potrà mai essere considerata legittima e che il ricorso all'istituto della prorogatio nel caso di specie è stato dettato dal vuoto normativo che si è venuto a creare nella fase transitoria dell'accavallarsi dell'entrata in vigore dei due diversi regimi statutari della fondazione, ma spingendosi anche oltre, sembra aver invocato indirettamente una più efficace attività di controllo amministrativo e di legittimità dell'autorità di vigilanza sull'operato di Cassa Forense.

Adesso il braccio di ferro tra gli avvocati ricorrenti e l'attuale governance di Cassa Forense continuerà, magari spostato su altri fronti? Questo è quello che si chiedono in molti in seno all'avvocatura.

: " Abbiamo deciso di andare avanti in tutte le sedi giudiziarie, perché siamo Avvocati che credono nell'azione giudiziaria ed, altresì, proseguiamo con l'istanza di Commissariamento già depositata all'Autorità di Vigilanza il 26.03.2020 nonché con la richiesta di audizione in Bicamerale".

D. Come commentate la decisione del Tribunale che ha disposto il rigetto della vostra istanza cautelare?

R. "Da una accurata e attenta analisi della ordinanza cautelare, il Giudice, nonostante l'esito negativo (con cui ha ritenuto di rimediare ad un vuoto normativo, a garanzia del principio di continuità) ha accolto sostanzialmente tutte le nostre tesi ed ha rigettato tutte le loro eccezioni. In particolare, ha accertato la scadenza del mandato del Presidente a far data dal 29 aprile 2020 e l'esistenza di una prorogatio di fatto per 1 anno, non prevista dalla normativa. Ciò significa che a far data dal 29 aprile, e fino alle elezioni di aprile 2021, i poteri del Presidente sono limitati agli atti di ordinaria amministrazione, a quelli urgenti ed indifferibili, con tutto ciò che ne consegue sul piano della legittimità degli atti assunti e da assumersi, sia sotto il profilo assistenziale e previdenziale, che per quanto concerne gli investimenti e la promozione di azioni giudiziarie".

Queste sono state le risposte  dell' avv. Daniela Nazzaro che unitamente agli avvocati del CDI ha diramato il seguente comunicato stampa:

Comunicato

Abbiamo deciso di andare avanti in tutte le sedi giudiziarie , perché siamo Avvocati che credono nell'azione giudiziaria, proseguendo, in ogni caso, con l'istanza di Commissariamento che ho depositato ai Vigilanti il 26.03.2020 e già provvista di protocollo Ministeriale dap, nonché con la richiesta di audizione in Bicamerale.

Non vogliamo lasciare alcun fianco scoperto, al fine di assicurare la piena tutela dei diritti di tutti gli iscritti a Cassa Forense ed il corretto e legittimo funzionamento degli organi di rappresentanza e gestione: i due "interessi" non sono alternativi e contrapposti, ma gli uni sono strettamente legati agli altri.

Infatti, da una accurata e attenta analisi della ordinanza cautelare, il Giudice, nonostante l'esito negativo (con cui ha ritenuto di dover rimediare ad un vuoto normativo, a garanzia del principio di continuità), ha accolto, sostanzialmente, tutte le nostre tesi ed ha rigettato tutte le loro eccezioni. In particolare, ha accertato la scadenza del mandato del Presidente a far data dal 29 aprile 2020 e l'esistenza di una prorogatio di fatto per 1 anno, non prevista dalla normativa. Ciò significa che a far data dal 29 aprile 2020, e fino alle elezioni di aprile 2021, i poteri del Presidente sono limitati agli atti di ordinaria amministrazione, a quelli urgenti ed indifferibili, con tutto ciò che ne consegue sul piano della legittimità degli atti assunti e da assumersi, sia sotto il profilo assistenziale e previdenziale, che per quanto concerne gli investimenti e la promozione di azioni giudiziarie e disciplinari.

Daniela Nazzaro,

Giuseppe Pilon,

Vincenzo Palumbo,

Francesca Ruggeri,

Patrizia Avolio,

Pierpaolo Saracino,

Milena Losacco,

Francesco Andriola,

Angela Passarello,

Luca La Cava,

Donatella Streppone,

Sandro Carcione,

Andrea Bottazzin,

Alfonso Emiliano Buonaiuto, 

Argia Di Donato,

Luigi Massimiliano Aquaro

Una cosa è certa: all'interno di Cassa Forense da questo momento in poi molto dovrà cambiare perché oramai, grazie anche alla vicenda giudiziaria di cui vi abbiamo reso conto, all'interno dell'avvocatura  si è diffusa una nuova consapevolezza sui reali poteri, doveri e i limiti dell'azione di Cassa Forense che diventerà di sicuro fonte di elaborazione di proposte innovative nella regolamentazione dei rapporti con i propri iscritti.

Pubblichiamo qui di seguito il testo integrale dell'ordinanza del Tribunale di Roma

 

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