La paura: questo il tema su cui "𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗺𝗺𝗲𝗿 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲 ha riflettuto e dialogato nel suo congresso tenutosi dall'8 al 10 agosto scorso sulle Alpi italiane al confine del Trentino e la Lombardia. Diversi esponenti del mondo accademico e religioso, intellettuali, giornalisti, insegnanti e ricercatori si sono confrontati con gruppi di universitari, di studenti, di adulti e di anziani in vacanza. Tutti gli intervenuti, provenendo da ogni parte del mondo, sono impegnati a costruire, nei paesi in cui studiano e lavorano, una società senza conflitti, fondata sulla pacifica convivenza, degna e rispettosa della dignità di ogni essere umano e del creato.
Anch'io sono stato chiamato come relatore alla Rassegna del 𝗧𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗘 "𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗺𝗺𝗲𝗿 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆 𝟮𝟬𝟮𝟲 che quest'anno ha scelto il tema della 𝗣𝗔𝗨𝗥𝗔. (https://tonalestate.org/2026/08/8-agosto-2026-amicus-plato-vel-magis-amica-veritas/). Ho voluto raccontare la mia esperienza a servizio delle istituzioni locali in un contesto territoriale particolarmente difficile quale è quello della mia città: Niscemi in provincia di Caltanissetta.
"𝗜𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮: 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁à 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗳𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲", questo il titolo che ho scelto per la mia relazione. Mi sono soffermato sulla mia esperienza di amministratore e di Sindaco (2007-2012) di Niscemi, nel corso della quale ho affrontato diverse problematiche difficili come quello della legalità e del contrasto alle mafie e quella dell'educazione e delle azioni messe in campo per fronteggiare il disagio giovanile e la dispersione scolastica. Abbiamo investito sulle persone nella piena convinzione che ogni giovane che abbandona la scuola è una sconfitta per tutta la comunità. Ogni ragazzo che trova ascolto, opportunità e fiducia, è invece una vittoria di tutti. La sicurezza non nasce soltanto dalla repressione, nasce innanzitutto da un insieme di azioni che in un'ottica di prevenzione faccia leva sul valore dell'educazione, della responsabilità, della conoscenza, del sapere, della partecipazione e del rispetto dell'altro, per creare e costruire empatie e relazioni.
Ogni giovane recuperato allo studio, allo sport, alla cultura o al volontariato rappresenta una vittoria della comunità perché come diceva Don Milani "Se si perdono i ragazzi più difficili, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati".
Perché la vera sicurezza non si raggiunge dall'aumento dei controlli o dall'inasprimento delle pene per i ragazzi, nasce quando nessuno viene lasciato solo e tutti si fanno carico dei bisogni dell'altro.
Ho fatto presente inoltre che le paure, le incertezze non si affrontano soltanto con il coraggio di qualcuno; non si combattono per essere sconfitte ma per essere superate e non evitate. La paura non si elimina, ma si attraversa; non si evita, ma si supera. Per riuscirci è necessario però che un'intera comunità decida di non abbassare la testa, è necessario costruire una rete tra le varie agenzie educative del territorio che costruisca una vera e propria comunità educante che elabori con un'unica Cabina di Regia un Piano di Interventi strutturale e sistemico.