rizzo

Sappiamo benissimo che la carta stampata, negli ultimi decenni, non attira

Sappiamo benissimo che la carta stampata, negli ultimi decenni, non attira

più di tanto l'attenzione delle nuovissime generazioni, quelle cresciute "a pane e nutella" e "social" e che hanno prodotto percentuali di "analfabeti strutturali", capaci di leggere un testo ma non di saperlo riassumere, veramente preoccupanti.

Ma sia chiaro, per non creare equivoci. I dati delle varie ricerche che attestano una situazione culturale dei nostri giovani, come dire, imbarazzante, da una parte. Mentre dall'altra parte esistono realtà appassionantissime di giovani studiosi che danno vita ad iniziative virtuose .

Le cause di questa deriva sono tante e conosciute, per essere state dibattute, discusse, analizzate, percentualizzate creando disagi in molti ambienti socio-culturali, ma poca preoccupazione, evidentemente, proprio in quegli ambienti deputati ad intervenire.

E non l'hanno fatto.

Per quelli della nostra generazione, oltre le letture di saggi, di biografie storiche, importantissime per la contestualizzazione di personaggi ed eventi, di libri e… di riviste,tantissime, avevamo dei punti di riferimento puntuali: i nostri insegnanti capaci di consigliarci e aiutarci nelle nostre scelte.

Ed ecco, all'improvviso, Filippo Falcone, giovane storico, ricercatore, scrittore, saggista e "amante della carta stampata"ci fa un gradito regalo: il penultimo numero di "Studi Storici Siciliani", un semestrale di Ricerche storiche sulla Sicilia.

"Una interessante avventura" iniziata nel dicembre del 2014 , arrivata al n.7.

Filippo Falcone è il direttore responsabile, forte di un Comitato scientifico di giovani storici: Sonia Zaccaria, Gero Di Francesco, Gabriella Portalone, Mario Siragusa, Luciano Carrubba.

Ma forte anche di tanti collaboratori che, oltrela loro professione nelle Università e negli Istituti di ricerca, scrivono saggi per questa Rivista, arricchendola ulteriormente.

L'Editoriale porta la firma di Sonia Zaccaria e affronta, dal profilo storico, l'articolo 387 del codice penale, vigente dal 1930, passato alla storia come "il famigerato codice Rocco".

Sonia Zaccaria, lauree in Filosofia e Storia e in Lettere Moderne, affronta l'argomento del "Delitto d'onore", partendo dall'articolo 377 del codice penale Zanardelli, approvato nel 1889, e che prevedeva riduzioni di pene a seconda di chi abbia commesso il fatto: "… se il fatto sia commesso dal coniuge, ovvero da un ascendente, o dal fratello o dalla sorella, sopra la persona del coniuge, della discente, della sorella o del correo o di entrambi, nell'atto in cui li sorprenda in flagrande adulterio o illegittimo concubito, la pena è ridotta a meno di un sesto, sostituita alla reclusione la detenzione, e all'ergastolo è sostituita la detenzione da un anno a cinque anni".

Licenza di uccidere concessa dallo stato fascista a quegli uomini che, per un malinteso senso dell'onore, perpetuavano uno stato ancestrale che lo vedeva padrone assoluto della donna.

Nel ricordare fatti mostruosi, dal 1920 fino al 1981, data dell'abrogazione di quell'articolo infame, si prende atto di:

  • -Il "popolo" parteggiava sempre con l'assassino.
  • -Gli avvocati, anche quelli a "vocazione cattolica e democristiana", tipico quello dell'on.le Giuseppe Alessi, ci mettevano del proprio, oltre la professionalità, nel perpetuare questa situazione vergognosa.
  • -Pietro Germi ha riassunto in quel film degli orrori in maniera grottesca, "Divorzio all'italiana", 1961, tutti gli elementi per entrare nel clima di quei tempi.
  • -Gli anni '70 videro una grandissima partecipazione, e non solo italiana, per invitare i governi dell'epoca a cancellare quella vergogna dal nostro codice penale. Una partecipazione benedetta anche dal Vaticano con il suo quotidiano "L'Osservatore romano".

Gli altri saggi si occupano di Personaggi, di avvenimenti, di lotte e di tragedia con un linguaggio chiaro che fa onore alla complessità degli argomenti affrontati.

Gero Di Francesco eSonia Zaccaria si occupano degli intrighi, nel Consiglio provinciale di Caltanissetta, al "L'Ombra del Principe Pietro Lanza di Scalea sul Consiglio Provinciale di Caltanissetta", che dal 1893 al 1913 era stato eletto deputato al Parlamento.

Con l'arrivo al governo di Francesco Crispiil Principe di Scalea diventa punto di riferimento del gruppo "progressista" delConsiglio provinciale, che si confronta con "la vecchia cricca crispina"

Interessantissimala narrazionedi fatti che coinvolgono personaggi delle diverse città della Provincia.

E con qualche sorpresa.

Il Sommario è ricchissimo di saggi:

  • -"Napoleone Colajanni, politico locale – L'esperienza al Consiglio provinciale di Caltanissetta", di Filippo Falcone;
  • -"Grande guerra: squadriglieri a caccia di abigeatari e disertori in Sicilia", di Giulia Quintavalli;
  • -"Sviluppi urbani, circoscrizioni e costruzioni dell'identità, territoriale. Riposto e Mascalinell'Ottocento", di Salvatore Spina;
  • -"Divinità e santuari nella Sicilia centro-meridionale. Nuovi spunti dalla rilettura dalla documentazione archeologica dei centri indigeni della Vale del Salso", di Simona Modeo;
  • -MussoliniaBorgo Santo Pietro? Storie di politica siciliana", di Lina La China;
  • -"I laboratori ritoccano la storia: l'assassinio dell'on. Luigi Fulci. Ottobre 1930"; di Marcello Saija;
  • -"La Chiesa Madre San Nicolò di Gangi e il mondo delle confraternite locali il SS. Rosario (XVIII - XIX sec.)", di Mario Siragusa;
  • -"Confraternite tra ordine e sovversione in Sicilia e sulle Madonie (Petralia, Gangi, Polizzi e dintorni): Rivolte popolari dal XVI l XIX sec.", di Mario Siragusa.

Il numero chiude con una ricca recensione di libri.