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Con il voto di fiducia al Senato il decreto fiscale compie il primo passaggio decisivo e approda ora alla Camera per la conversione definitiva entro il 26 maggio. Il provvedimento interviene su numerosi fronti della fiscalità, con misure che spaziano dalla nuova rottamazione quinquies al concordato preventivo biennale, passando per i rapporti tra professionisti e Pubblica amministrazione, fino agli incentivi per la Transizione 5.0.

Tra le novità di maggiore impatto emerge l'estensione della rottamazione quinquies ai carichi affidati dagli enti territoriali all'Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo 2000-2023. La misura coinvolge quindi non soltanto i debiti tributari statali, ma anche cartelle relative a Imu, Tari, rette scolastiche e multe stradali. In quest'ultimo caso, l'abbattimento riguarderà interessi e aggio, mentre il capitale resterà integralmente dovuto. Saranno tuttavia Regioni, Comuni ed enti territoriali a decidere se aderire alla definizione agevolata, comunicandolo entro il 15 giugno. I contribuenti potranno poi presentare domanda tra il 16 settembre e il 31 ottobre, scegliendo tra pagamento in unica soluzione o in 54 rate bimestrali, con interesse annuo del 3%.

Il decreto interviene anche sul concordato preventivo biennale, nel tentativo evidente di aumentare la platea degli aderenti per il biennio 2026-2027. Viene prorogata al 31 ottobre la scadenza per l'adesione e, soprattutto, vengono introdotti correttivi favorevoli anche per i contribuenti con indici di affidabilità fiscale più bassi. Le nuove soglie di incremento del reddito concordato saranno infatti pari al 30% per chi presenta punteggi Isa compresi tra 6 e 8 e al 35% per chi si colloca tra 1 e 6. La scelta conferma la strategia dell'esecutivo di incentivare l'emersione spontanea e la compliance anche nei confronti dei soggetti fiscalmente più rischiosi, riducendo l'impatto economico delle proposte di concordato.

Di particolare interesse per professionisti e lavoratori autonomi è poi la modifica relativa ai pagamenti della Pubblica amministrazione. Dal 15 giugno scatterà il meccanismo di compensazione automatica tra crediti vantati verso la Pa e debiti fiscali o previdenziali iscritti a ruolo, ma solo nel caso in cui tali debiti superino complessivamente i 5.000 euro. La soglia attenua significativamente la rigidità inizialmente prevista e recepisce le richieste avanzate dagli ordini professionali.

Sul fronte degli incentivi, il decreto introduce un'importante agevolazione per gli investimenti legati alla Transizione 5.0: il contributo riconosciuto alle imprese per investimenti trainati in fonti di energia rinnovabile non concorrerà alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi né della base imponibile Irap. Si tratta di una misura particolarmente attesa dal sistema produttivo, finalizzata a rafforzare la convenienza economica degli investimenti green.

Tra gli altri interventi si segnalano l'esenzione Irpef per i marittimi residenti in Italia ma imbarcati per oltre 183 giorni su navi battenti bandiera estera, la sospensione fino al 30 giugno del contributo di due euro sui pacchi extra-Ue di modico valore e il dietrofront sui limiti introdotti dalla legge di Bilancio per la tassazione agevolata di plusvalenze e dividendi.

Infine, viene rafforzato il sistema di monitoraggio sui prezzi dei carburanti: dal 30 giugno 2026 il Garante dei prezzi potrà attivare specifiche segnalazioni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy in presenza di anomalie o rincari sospetti lungo la filiera.

Nel complesso, il decreto fiscale conferma una linea improntata alla ricerca di maggiore compliance e alla riduzione del contenzioso, combinando strumenti di definizione agevolata, incentivi agli investimenti e misure di alleggerimento per contribuenti e imprese. Resta ora da verificare se il testo subirà ulteriori modifiche nel passaggio finale alla Camera.

Meditate contribuenti, meditate.