IMG-20241231-WA0016

Il nuovo decreto fiscale – D.L 27 marzo 2026 n. 38 -, già in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce un pacchetto articolato di misure volte soprattutto a semplificare il sistema e a correggere criticità emerse nella recente normativa.

Tra gli interventi più rilevanti spicca il ripristino del regime di esclusione dalla tassazione dei dividendi - al 95% per le società - e della participation exemption – PEX - con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. La modifica risponde alle difficoltà applicative generate dalla precedente disciplina, che in alcuni casi determinava effetti distorsivi, come la tassazione integrale di partecipazioni residue a seguito di cessioni parziali. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore certezza del diritto e ridurre la complessità operativa.

Sul fronte degli incentivi agli investimenti, il decreto elimina il vincolo territoriale che limitava la maggiorazione degli ammortamenti ai beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo, ampliando così la platea dei beni agevolabili. Viene inoltre prorogato al 1° maggio 2026 il termine di avvio della ritenuta sulle provvigioni in specifici settori tra cui agenzie di viaggio e intermediari del comparto trasporti ed energia.

Importanti novità riguardano anche il commercio internazionale: è rinviata al 1° luglio 2026 l'applicazione del contributo amministrativo di 2 euro sulle spedizioni di beni di modico valore provenienti da Paesi extra-UE. Il rinvio, motivato da esigenze tecniche legate ai sistemi informatici, potrebbe offrire spazio a un coordinamento con il futuro dazio forfetario europeo.

In materia IVA, viene chiarito che le nuove regole sulla base imponibile delle operazioni permutative si applicano solo ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, mantenendo per quelli precedenti il criterio del valore normale e introducendo una clausola di salvaguardia per i comportamenti pregressi.

Sul piano delle entrate, si segnala l'aumento dell'imposta di bollo sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, che passa da 100 a 118 euro annui, misura destinata a compensare gli effetti finanziari di altre disposizioni del decreto.

Il testo interviene anche su ambiti specifici: viene reintrodotta la soglia di esenzione - 300 euro - dalla ritenuta per i premi agli sportivi dilettanti; si aggiornano le regole per i lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia - con effetto dal 2027 -; si introducono novità sul credito d'imposta Transizione 5.0 e sui termini per la gestione dei carichi affidati alla riscossione.

Infine, per i soggetti IAS adopter, si stabilisce che nelle cessioni d'azienda l'eventuale differenza negativa tra corrispettivo e valore contabile dei beni sia imputata a reddito in quote costanti nell'esercizio e nei quattro successivi.

Nel complesso, il decreto si caratterizza come un intervento correttivo e di razionalizzazione, con un mix di semplificazioni, rinvii tecnici e misure di coordinamento, in attesa di ulteriori sviluppi in sede di conversione.

Meditate contribuenti, meditate.