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 Nel cinema forense c'è una regola e un'eccezione: la regola è che l'avvocato viene descritto in termini positivi (talvolta perfino come eroe o martire), l'eccezione è che in alcuni film l'avvocato viene descritto in termini negativi, esattamente come lo considera l'opinione pubblica, perché quella degli avvocati è l'unica categoria di liberi professionisti che gode (per modo di dire) di pessima reputazione popolare.

 In questi tre film (Bugiardo bugiardo, La buca, The Judge, ndr) l'avvocato, nell'ordine, ha basato il suo lavoro e il suo stile di vita sulla menzogna, organizza piccole truffe e si procura testimoni falsi per i suoi processi e, infine, ha un rapporto conflittuale con il padre, che assiste in un processo (un giudice interpretato da Robert Duvall).

Emblematica è la battuta pronunciata in The Judge dall'avvocato che si occupa solo di criminalità dei colletti bianchi perché "gli innocenti non possono permettersi le mie parcelle".

Lo spunto di riflessione è: come può l'avvocatura migliorare la sua immagine pubblica?